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Il blog di Storie

Storie del Vecchio Sud

Storie del Vecchio Sud… un progetto spontaneo… nasce da una necessità di lavoro di tre “amici”: Pino, Celeste, Sergio. Poche idee, poco materiale, capitali ridotti al minimo indispensabile, una gran voglia di riscattarsi, un gran desiderio di darsi ad un’idea, con solo l’energia di chi non si arrende a circostanze e fattori negativi di cui la vita molto spesso ci rende protagonisti.

Quell’energia è stata ed è ancora oggi presente in questa che è diventata una realtà amata e odiata nella stessa maniera, in ogni caso capace di suscitare emozioni straordinarie.

Il 31 ottobre 1996 apre l’idea, dico l’idea perchè la risorsa più importante era sì il luogo materiale, ma fondamentale erano e sono le risorse umane, i tanti protagonisti di una storia icredibilmente bella, vissuta e da vivere.

L’attuale arredo è il risultato di 11 anni di dedizione al recupero di materiali vari con quella capacità e semplicità di assemblaggio che sono retaggio di una cultura contadina tipica del sud a cui questo luogo abbiamo voluto si ispirasse.

Ci siamo affacciati a questa straordinaria esperienza non con la presunzione imprenditoriale, ma con l’umiltà di chi aveva tutto da imparare nel lavoro e allo stesso tempo con la tenacia della gente del sud, sin dal primo momento avevamo compreso che il nostro cammino sarebbe stato intriso di momenti ed esperienze originate dalla passione a cui ci stavamo dedicando.

Da quel momento, ogni giorno diverso. Ogni giorno la stanchezza diventa energia positiva, ricevuta e trasmessa. In poco tempo quello che noi abbiamo sempre considerato un “bar serale” prima che un “pub”, diventa il luogo dove cominciano ad affacciarsi alcuni ragazzi, giovani musicisti che con la loro musica e il loro entusiasmo riescono a far sentire questo luogo la casa di tutti. Ancora oggi, in parte, si riesce a percepire.

Ad un certo punto una nube scura si affaccia in questa esperienza che colpisce il nostro amico Pino e che esce dall’esperienza per motivi di salute, amico a cui andrà sempre il nostro sorriso ed il nostro pensiero, molti non hanno avuto la fortuna di conoscerlo, ma per tutti oggi posso dire ancora un amico. Subentra a lui un’altro amico. Anche se oggi ancora pochi lo conoscono, una persona con una semplicità ed umiltà d’animo che gli va riconosciuta: Gianni.

La spina dorsale di questo straordinario cammino è stata e rimane una persona che, con la propria discrezione e la capacità che le va riconosciuta per affidabilità, amore e tenacia, ha fatto in modo che tutto questo non si portasse nei momenti più importanti verso una deriva incerta: Celeste.

Si intrecciano all’interno di questa esperienza anche una serie di momenti carichi di una conflittualità intensa e costruttiva che hanno messo in risalto le diverse personalità protagoniste di questa esperienza.

Storie riesce in pochi anni a impostare un proprio modello che differisce da altri luoghi di aggregazione anche storicamente presenti da più tempo in città, circostanze particolari fanno sì che quanti vivono quotidianamente questo spazio si lasciano coinvolgere con entusiasmo in iniziative all’inizio di carattere solidaristico, e successivamente con consapevolezza in progetti più articolati di carattere sociale e umanitario. Questo periodo aiuta sicuramente la crescita collettiva e cementa molti rapporti.

Le serate di musica diventano non serate di semplice ascolto ma momenti in cui entusiasmo e partecipazione si fondono in un clima di rispetto reciproco, il risultato di quanto tutti hanno da dare qualcosa a tutti, come le serate di teatro e di poesia.

Per molto tempo si riesce a vivere di una serenità d’altri tempi, dove i momenti sono scanditi da umana dedizione e passione.

Ogni anno questo luogo viene rimesso in discussione nella sua parte estetica, perchè ogni anno ci si confronta con nuove idee e con il riproporsi alla nuova stagione con una nuova veste e con un nuovo entusiasmo. Parte da questo il nostro impegno, quasi fosse un rito di prosperità. Nel corso degli anni, nei rapporti umani prima che economici, quelli che prima potevano comunemente considerarsi avventori, sono invece diventati tutto: protagonisti, manovali, artisti, instancabili compagni di quello che personalmente definisco una esperienza straordinaria.

Sono gli anni del conflitto drammatico nei balcani, nasce spontaneo un gruppo di persone che si dedica al lavoro volontario con i bambini profughi del centro di prima accoglienza presso l’aereoporto di Bari-Palese. Un’esperienza forte, capace di trasformarci in un gruppo deciso. Storie si trasforma in luogo di riferimento per materiale didattico e quant’altro serve per essere vicino a tutte quelle famiglie che scappano da quel maledetto conflitto, molti dei ragazzi che frequentano questo luogo cominciano a prendere contatto con una dimensione sino ad allora sconosciuta, cominciamo tutti insieme a riflettere ad alta voce, nascono confronti e dibattiti prima e dopo ogni evento musicale…

Il luogo comincia a prendere calore umano di una intensità e una consapevolezza straordinaria.

L’aria che si respira è fantastica, nascono gruppi di discussione autonomi, i musicisti si fanno il passaparola e arrivano da ogni dove, ben presto tutte le sere si avverte la presenza di artisi che molto spesso improvvisano cantate e ballate coinvolgenti.

L’energia che ne viene fuori cementa iniziative che ancora oggi sono portate avanti, sono diventati progetti concreti, ma ci sono anche progetti ed esperienze conclusesi sul nascere la cui negatività ha fatto comprendere meglio che non tutti i cammini potevano avere lo stesso interesse ed intensità partecipativa.

Oggi esperienze come “Chinde chiama Bari”, progetto a sostegno della realizzazione in Mozambico di una casa di accoglienza per bambini di strada (in fase di ultimazione, vedi sito www.chindechiamabari.org), sono ancora portati avanti:

Il progetto “a.s.d. sport senza frontiere”, nato per gioco fra amici appassionati di calcio, sostiene un’iniziativa in Congo con la dott.ssa Chiara Castellani (vedi www.asdsportsenzafrontiere.org), ed è oggi una realtà sociale e sportiva allo stesso tempo.

Il progetto “Ass. OsservatorioSud”, un laboratorio di partecipazione sociale (vedi www.osservatoriosud.org).

Questi i risultati di anni di lavoro e condivisione con quanti ancora oggi dedicano una porzione importante del proprio quotidiano a tutto questo.

 

Oggi “storie”, come molti lo chiamano, conosce una fase di riflessione… tante le domande… una su tutte: qual’è oggi l’immagine che si legge… e fino a che punto i contenuti di questo progetto sono percepiti?

 

Sergio


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